Di Luigi Vargiu, consulente strategico aziendale ·
Il bando di Sardegna Ricerche sui progetti di collaborazione per l’innovazione serve alle piccole imprese sarde che hanno già un progetto da sviluppare insieme ad almeno altre due aziende, e si chiude il 30 novembre 2026. Se la rete e il progetto oggi non ci sono, quattro settimane sono poche per costruirli bene: in quel caso conviene usare questo bando per capire come prepararsi al prossimo.
Il bando in breve
Questi sono i dati essenziali dell’avviso pubblicato da Sardegna Ricerche, finanziato dal Programma regionale FESR Sardegna 2021-2027. Prima di muoverti, controlla sempre l’atto ufficiale: fa fede quello, non la mia sintesi.
- Ente: Sardegna Ricerche.
- A chi si rivolge: micro, piccole e medie imprese in aggregazione, cioè almeno tre imprese legate da un contratto di rete. Possono partecipare anche imprese singole, ma solo se hanno aderito a un Progetto di innovazione collaborativa (PIC) già ammesso a finanziamento.
- Contributo: a fondo perduto, pari al 100% delle spese ammesse per le aggregazioni e all’80% per le imprese singole.
- Dimensione dei progetti: da 150.000 a 300.000 euro per le aggregazioni, da 25.000 a 100.000 euro per le imprese singole.
- Risorse: 7 milioni di euro in tutto, di cui 3 riservati alle aggregazioni.
- Spese: servizi, beni materiali e immateriali necessari al progetto, una quota di costi del personale e una quota forfettaria di spese generali.
- Domanda: solo online sulla piattaforma SIPES della Regione, con invio aperto dal 15 ottobre e chiusura il 30 novembre 2026.
Ti conviene? Tre domande prima di partire
Un contributo al 100% è raro, e proprio per questo attira progetti nati solo per prenderlo. Prima di cercare partner e documenti, rispondi a queste tre domande.
Il progetto ti servirebbe anche senza contributo? Se la risposta è no, il bando ti sta spingendo a fare una cosa che non ti serve. Un’innovazione che non regge da sola diventa un costo nascosto: tempo tuo, persone distratte, strumenti che nessuno userà.
Hai già lavorato con le altre due imprese? Una rete non si improvvisa per una scadenza. Servono obiettivi comuni, ruoli chiari e qualcuno che coordini. Se finora vi siete solo scambiati qualche cliente, la collaborazione su un progetto di innovazione sarà un’altra cosa.
Hai il tempo per seguirlo? Un progetto da 150.000 euro o più, diviso tra tre aziende, richiede ore di lavoro vero per mesi. Se oggi tutto passa da te, chiediti chi lo seguirà mentre tu continui a mandare avanti l’azienda. È lo stesso nodo di cui parlo nella guida sul titolare collo di bottiglia.
Cosa avere pronto: il progetto, non solo i documenti
La tentazione è partire direttamente dalla modulistica. Io partirei da tre cose, che servono a scrivere la domanda e soprattutto a farla funzionare dopo.
- Il problema da risolvere, in una frase. Che cosa cambia nel modo in cui le tre imprese producono, vendono o si organizzano? Un esempio tipico: tre aziende della stessa filiera che vogliono condividere dati e ordini su una piattaforma comune, invece di passarseli al telefono.
- Chi fa cosa nella rete. Chi guida il progetto, chi porta le competenze, chi tiene i rapporti con i fornitori. Messo per iscritto prima, evita gran parte dei litigi dopo.
- I numeri di partenza. Tempi, costi, errori, margini di oggi. Senza una base di confronto, a fine progetto nessuno saprà dire se è servito.
Se queste tre cose sono chiare, il resto è lavoro amministrativo. Se non lo sono, nessuna domanda ben compilata le sostituisce.
Cosa succede dopo il contributo
Qui si decide se il bando è servito davvero. Molti progetti finanziati finiscono in un software installato, rendicontato e poi usato a metà. Il contributo copre la spesa, non l’adozione: nessuno paga le ore per insegnare al team il nuovo modo di lavorare, per cambiare i processi o per controllare i numeri sei mesi dopo.
In una rete il rischio raddoppia. Ogni impresa torna alle sue urgenze e il progetto comune resta senza un responsabile. Per questo conviene decidere già in fase di domanda chi seguirà il dopo, e con quali indicatori. Se il progetto tocca strumenti digitali o intelligenza artificiale, nella guida su come cominciare con l’AI in una piccola impresa trovi i criteri che uso per capire se un investimento verrà adottato o resterà sulla carta.
Come posso aiutarti
Per la domanda vera e propria, cioè requisiti, modulistica e rendicontazione, ti metto in contatto con professionisti di finanza agevolata di cui mi fido, oppure lavoro insieme al tuo commercialista. Io lavoro sul progetto: prima, per capire se sta in piedi anche senza contributo; durante, coordinando fornitori e tempi; dopo, perché l’investimento renda. Trovi come lo faccio nella sezione Progetti finanziati della pagina sulla Sardegna.
Se stai valutando questo bando, o vuoi prepararti per il prossimo senza correre, prenota una call conoscitiva: in venti minuti capiamo se il progetto ha senso e da dove partire.